I 10 GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO PDF

Il distaccamento di Kolpino era sulla nostra sinistra, quello di Krasnoie-Selo sulla nostra destra. Ordino alle forze di Pulkovo di occupare Zarskoie-Selo e di fortificarne le vicinanze, specialmente dalla parte di Gacina. Ordino egualmente di occupare Pavlosk, di fortificarla al sud e di impadronirsi della ferrovia fino a Dno. Le truppe prenderanno tutti i provvedimenti necessari per fortificare le posizioni occupate con trincee e con altre opere di difesa. Il Comandante in capo delle truppe operanti contro Kerenski: Muraviov. Due giorni addietro appena, la campagna di Pietrogrado era coperta da bande senza capi, senza viveri, senza artiglieria, che erravano a caso, senza alcun obbiettivo.

Author:Brajora Akinodal
Country:Brunei Darussalam
Language:English (Spanish)
Genre:Career
Published (Last):10 July 2012
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Governi indipendenti sorsero in Siberia, nel Caucaso. Un giorno vidi, dinnanzi a Smolni, un reggimento in stracci che tornava dalle trincee. Alcuni mostravano, ridendo, le aquile imperiali sopra il frontone Le guardie rosse vennero a dare il cambio alla guardia. Il governo provvisorio era morto. Il 15 novembre, in tutte le chiese della capitale i preti cessarono di pregare per lui. Lo sciopero dei funzionari, ben organizzato, era sostenuto finanziariamente dalle banche e dalle aziende commerciali.

I funzionari rifiutarono di riconoscerlo e si chiusero nei loro uffici; quando le porte vennero forzate, essi dettero le dimissioni. Tra le centinaia di funzionari presenti non uno volle indicargli dove si trovava il gabinetto del ministro Alessandra Kollontai nominata il 13 novembre commissaria alla Assistenza Pubblica, fu accolta dallo sciopero generale dei funzionari, eccetto soltanto quaranta.

Con le lacrime agli occhi, la Kollontai fece rinchiudere gli scioperanti fino a quando le consegnarono le chiavi degli uffici e delle casseforti. I funzionari, cui si intimava di riprendere i loro posti, sotto pena di perderli, insieme con i loro diritti alla pensione, o non rispondevano, o ritornavano solo per sabotare. Le banche private rimanevano ostinatamente chiuse: solo gli speculatori vi erano ammessi per qualche porta di servizio.

Tutti gli impiegati della Banca di Stato fecero sciopero eccetto quelli incaricati del tesoro e della stampa dei biglietti che si rifiutavano di soddisfare qualsiasi domanda che provenisse da Smolni, ma che pagavano a titolo privato somme enormi al Comitato di Salute ed alla Duma municipale.

La prima volta, i membri della Duma municipale ed i capi dei partiti menscevico e S. I giornali dicevano che tutte le officine di Pietrogrado avrebbero dovuto chiudere i battenti fra tre settimane per mancanza di combustibile. Il Comitato di Salute ed i vari Comitati centrali inviavano in tutto il paese annunci per esortare la popolazione a non tener conto dei decreti del governo.

Si ammetteva una importante minoranza bolscevica, ma Lenin e Trotsky erano esclusi. I Comitati centrali dei partiti menscevico e S. Ma la fuga di Kerenski ed i successi meravigliosi ottenuti ovunque dai Soviet modificarono la situazione Noi abbiamo conquistato il diritto di sedere qui, con i bolscevichi, tra le mura di Smolni e di parlare da questa tribuna. Bisogna che noi proponiamo alla democrazia un compromesso accettabile. Le sostituzioni e le esclusioni si faranno durante il congresso. Noi ci rifiutiamo di ammettere il vecchio Zik ed i rappresentanti della Duma municipale.

La proposta di escludere Lenin e Trotsky mira a decapitare il nostro partito; noi non possiamo accettarla. Queste condizioni furono accettate. Non partecipo alle trattative Ma non credo che esse possano avere una grande importanza I delegati della Duma municipale si ritirarono Anche a Smolni, nelle fila del partito bolscevico, si sviluppava una formidabile opposizione alla politica di Lenin.

Erano giustificati durante la lotta. La stampa deve essere libera, eccetto che nel caso di eccitamento al disordine ed alla insurrezione. Questa proposta fu accolta da una tempesta di applausi della sinistra S. Avanessov propose, a nome del gruppo di Lenin, di rinviare la questione della stampa fino alla conclusione di un compromesso tra i partiti socialisti. La sua proposta fu respinta con una maggioranza schiacciante.

La lettura di questa risoluzione fu interrotta da esclamazioni ironiche della sinistra S. Gli argomenti di questa risoluzione ricordano in modo strano i punti di vista dei Cento Neri e dei censori del regime zarista: essi pure parlavano degli avvelenatori della coscienza pubblica! Trotsky difese lungamente la risoluzione. Egli fece distinzione tra la stampa durante la guerra civile e la stampa dopo la vittoria.

Grida: Dove sono dunque gli oppressi, adesso? Noi dobbiamo confiscare e rendere di dominio pubblico le tipografie e le provviste di carta. Interruzioni: Anche le tipografie bolsceviche? Il monopolio della borghesia sulla stampa deve essere abolito: altrimenti la presa del potere non ha senso. Ogni gruppo di cittadini deve disporre di tipografie e di carta Se nazionalizziamo le banche, possiamo noi lasciare esistere dei giornali finanziari? Bisogna che questo sia inteso una volta per tutte Applausi ed esclamazioni furiose.

Noi bolscevichi abbiamo sempre detto che, quando avremmo preso il potere, avremmo soppresso la stampa borghese. Noi abbiamo spezzato il giogo del capitalismo. Se la prima rivoluzione ha avuto ragione di sopprimere i giornali monarchici, noi abbiamo ragione di sopprimere la stampa borghese. La risoluzione di Larin e della sinistra S. Dopo il voto, i S. Cinque membri del Consiglio dei Commissari del popolo: Noghin , Rikov, Miliutin , Teodorovic e Scliapnikov rassegnarono le loro dimissioni facendo la seguente dichiarazione: Noi siamo per un governo socialista che comprenda tutti i partiti socialisti.

Altri commissari, pur non presentando le dimissioni; firmarono questa dichiarazione: Riazanov; Derbiscev , commissario alle tipografie di Stato; Jureniev, commissario della guardia rossa; Feodorov del commissariato del Lavoro e Larin, capo della Sezione dei Lavori legislativi. Nello stesso tempo Kamenev, Rikov, Miliutin, Zinoviev e Noghin si ritirarono dal Comitato centrale del partito bolscevico, rendendone pubbliche le ragioni Le masse operaie ed i soldati della guarnigione si agitavano e protestavano, mandando delegazioni a Smolni ed alla Conferenza per la formazione del nuovo governo, dove la scissione delle file bolsceviche causava la massima soddisfazione.

Ma la risposta del gruppo di Lenin fu pronta ed implacabile. Scliapnikov e Teodorovic si sottomisero alla disciplina del partito e ripresero i loro posti. Kamenev fu sostituito dalle sue funzioni di presidente dello Zik e sostituito con Sverdlov. Zinoviev dovette abbandonare la presidenza del Soviet di Pietrogrado. La mattina del 18, la Pravda pubblicava un implacabile proclama al popolo russo scritto da Lenin, che fu tirato a centinaia di migliaia di copie, affisso su tutti i muri e distribuito in tutta la Russia: Il II Congresso panrusso dei Soviet ha dato la maggioranza al partito bolscevico.

Siamo molto dispiacenti del rifiuto di questi compagni socialisti rivoluzionari e lo consideriamo come inammissibile da parte di rivoluzionari e di difensori della classe operaia; siamo sempre pronti ad ammettere la sinistra S.

Compagni, alcuni membri del Comitato centrale del nostro partito e del Consiglio dei Commissari del popolo, Kamenev, Zinoviev, Noghin, Rikov, Miliutin e alcuni altri si sono, ieri, 17 novembre, ritirati dal Comitato Centrale e gli ultimi tre dal Consiglio dei Commissari del popolo. Noi condanniamo assolutamente questa diserzione. Noi siamo profondamente convinti che tutti gli operai, soldati e contadini coscienti, che appartengono al partito o ne sono simpatizzanti, condannano egualmente la condotta dei disertori.

Il possente entusiasmo delle masse, il nobile eroismo dei milioni di lavoratori, di soldati e di contadini di Pietrogrado e di Mosca, del fronte, delle trincee e dei villaggi, spazzarono allora i disertori come un treno spazza i fuscelli sulla sua strada.

Abbandoniamo alla loro vergogna di uomini di scarsa fede, gli esitanti, i dubbiosi, coloro che si lasciano spaventare dalla borghesia o che capitolano dinnanzi alle grida dei suoi complici diretti od indiretti. Tutto il paese fu sollevato come da un soffio di tempesta. Sono dunque stati pagati dalla borghesia per uccidere la rivoluzione? Solo la guarnigione di Pietrogrado era ancora indecisa. Un grande comizio di soldati si tenne il 24 novembre.

Dopo che i rappresentanti di tutti i partiti vi ebbero presa la parola, la politica di Lenin fu approvata con una grande maggioranza e la sinistra S. Nello stesso tempo i bolscevichi avevano lavorato a minare il potere del Vikiel. Un appello dei Soviet di Pietrogrado a tutti i ferrovieri li esortava ad obbligare il Vikiel a restituire i suoi poteri.

Il Vikiel rispose convocando il proprio congresso per due settimane dopo. Il 16 novembre, i membri del Vikiel occuparono i loro seggi allo Zik. Squadre di marinai e di guardie rosse percorsero i depositi, le stazioni, visitarono le chiatte sui canali, scoprirono e confiscarono migliaia di pud di viveri, accaparrati dagli speculatori. Quando le officine di Pietrogrado furono sul punto di chiudere per la mancanza di carbone, i marinai del Baltico ne inviarono agli operai Per parecchi giorni le strade furono piene di soldati ubriachi.

I commissari di Smolni si accontentarono dapprima di argomenti e di appelli alla ragione. Poi distaccamenti speciali furono incaricati di andare nelle cantine e di spezzare le bottiglie a colpi di scure e di farle saltare con la dinamite Compagnie di guardie rosse, disciplinate e ben pagate, erano di servizio giorno e notte negli edifici dei Soviet di quartiere, sostituendo la milizia scomparsa.

In tutti i quartieri, gli operai ed i soldati avevano eletto piccoli tribunali rivoluzionari per giudicare i delitti minori I grandi alberghi, dove gli speculatori continuavano a trattare affari fruttuosi, furono circondati dalle guardie rosse e gli speculatori gettati in prigione Quasi contemporaneamente fu scoperta la cospirazione dei cadetti di Pietrogrado, che mandavano denaro e reclute a Kaledin Per protesta gli altri giornali sospesero le pubblicazioni, oppure non rispettarono il decreto e furono proibiti Si sottomisero solo dopo tre settimane.

Nei ministeri, gli scioperi dei funzionari continuavano; proseguivano il sabotaggio e gli ostacoli volontariamente frapposti alla vita economica. La disciplina rivoluzionaria! Dei conti e un controllo rigoroso! Nessuno sciopero! Niente pigrizia! I loro partigiani impediscono ai funzionari di lavorare, invitando gli impiegati di banca ad abbandonare il servizio, cercano di interrompere le comunicazioni ferroviarie, postali e telegrafiche. Li avvertiamo che essi giuocano col fuoco. Opporsi a questi provvedimenti significa commettere un delitto contro il popolo.

Le classi ricche ed i loro complici saranno esclusi dal diritto di ricevere i viveri. Tutte le loro riserve saranno requisite ed i beni dei principali colpevoli saranno confiscati. Noi compiamo il nostro dovere avvertendo coloro che giocano con il fuoco.

Il Comitato militare rivoluzionario denuncia questa situazione alla guarnigione e agli operai di Pietrogrado. I funzionari controrivoluzionari si comportano da indegni criminali verso i nostri fratelli che soffrono la fame e che muoiono al fronte.

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