ANGIOLO MAZZONI PDF

Life[ edit ] Mazzoni was born in Bologna , was moved to Rome in with his parents, but returned to the Academy of Fine Arts, Bologna for his education. In Mazzoni practiced for about a year under Marcello Piacentini. The following year he was engaged as an engineer with the Special Section of Railway Workers in Milan , then rose to a position in the newly formed Ministry of Communications in , producing significant independent work by Politically astute, Mazzoni also joined the National Fascist Party in He owed much of his success and influence to his intimate connections with the Fascist regime, and played a decisive role in using architecture to consolidate positive images of Fascism. The Fascist regime engaged in a comprehensive national program of public works.

Author:Tarn Fautilar
Country:China
Language:English (Spanish)
Genre:Politics
Published (Last):26 June 2016
Pages:188
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ISBN:857-9-22758-542-9
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Tra i progetti realizzati in veste di progettista-dipendente pubblico, si ricordano, per importanza, gli edifici postali di Trento , di Agrigento , di Pola ; le stazioni ferroviarie di Trento, con vetrate di Depero e Tato , di Siena , di Reggio Calabria, di Montecatini Terme - Monsummano ,diMessina e di Bolzano Maria Novella, a Firenze, , alla Ricevitoria Postelegrafonica di Latina, , dal Palazzo delle Poste e Telegrafi di Pola, , alla Ricevitoria Postelegrafonica di Sabaudia, , a quella di Ostia Lido, inaugurata nel , alla Stazione ferroviaria dia Siena, , a quella di Trento, , di Montecatini- Terme e monsummano, inaugurata nel , di Reggio Calabria-Centrale, Vive a Roma dal suo ritorno in Italia, a partire dal , fino alla morte, avvenuta il 28 settembre Maria della Rosa.

Da questa si accede ai piani corridoi degli sportelli al pubblico, sopraelevati e paralleli ai fronti strada. Le pensiline saranno rivestite in mosaico di vetro. Angiolo Mazzoni, che attraverso una serie di lavori, molti dei quali importantissimi Stazione di Messina, di Reggio Calabria, di Bolzano, di Siena, di Montecatini, di Littoria ecc.

Ammirevole figura, quella di Angiolo Mazzoni! Questo singolarissimo funzionario ha saputo conferire alla carica che egli copre nel Ministero delle Comunicazioni una importanza eccezionale ed un tono del tutto personale. Sono, infatti,rintracciabili nel suo lavoro percorsi immaginativi dal "Novecento" al Razionalismo, ma anche da questo al "Novecento", entro occasioni progettuali complesse e particolarmente sofferte come per il palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Ragusa, , per la Stazione Ferroviaria di S.

Maria Novella a Firenze, , per quella di S. Lucia a Venezia, Il repertorio delle collaborazioni richieste da Mazzoni ad artisti plastici, pittori, scultori, decoratori, risulta infatti quanto mai ampio e appunto assai svariato rispetto alle relative posizioni di ricerca, sia pure riconducibili infine entro il profilo di alcune poche tendenze ben definite. Infatti non riguardano questioni relative alla progettazione architettonica in quanto tale.

Quanto alla tipologia delle collaborazioni richieste da Mazzoni ad artisti plastico-visivi, queste andavano da pittura murali anche sottoforma di teleri a sculture dal rilievo e altorilievo al tuttotondo , a interventi, soprattutto plastici, di natura decorativa. Nel Palazzo delle Poste e telegrafi di Ragusa, elaborato in cinque progetti, fra e , sono presenti delle sculture di Corrado Vigni.

Si rivolse poi a Edoardo Del Neri per un dipinto murale su tela di fantasiosa visionaria figurazione e a Matilde Festa Piacentini per un mosaico. Il confine col primo era segnato dal torrente Talfer, quello con Zwolfmalgreien si sviluppava immediatamente a sud del centro storico di Bolzano, nella zona dove sarebbe poi sorta la stazione ferroviaria. Le fabbriche nel Sudtirolo erano pochissime. Il rapido incremento delle risorse economiche attrasse la popolazione dei dintorni.

Il piazzale, sopraelevato rispetto ai campi circostanti di due o tre metri, sorgeva su un terrapieno sorretto da muri. Una tettoia adiacente al corpo principale copriva i binari proteggendo i viaggiatori dalle intemperie. Un cambiamento rilevante avvenne tra il e il con due vasti espropri sul lato orientale.

Sulla seconda area espropriata vennero costruiti alcuni fabbricati per alloggi del personale ferroviario. Il fabbricato di stazione era sorto al di fuori non solo del centro urbano ma dei confini stessi del Comune di Bolzano. Le strade di Bolzano erano racchiuse intorno al nucleo antico, e in direzione della ferrovia si spingeva solo il recinto quadrangolare del cimitero comunale.

La principale, Bahnhofsallee, seguiva la linea retta fra stazione e Duomo attraversano il parco. La Laurinstrasse tagliava in direzione della piazza Dreifaltigkeit oggi piazza Municipio. Le altre due strade si affiancavano, sui lati opposti partendo dalla stazione, al tracciato ferroviario: si trattava della Marktstrasse e della Bahnstrasse, le attuali via Garibaldi e via Renon. Intanto la presenza della ferrovia aiutava lo sviluppo delle imprese.

Nel venne completata la ferrovia mista a cremagliera e adesione Bolzano-Ritten. Nei primi anni del Novecento prendeva avvio la costruzione della rete tranviaria che era nel programma del sindaco Julius Perathoner. Nel venne ultimata la Grieser Bahn che dalla stazione FS di Bolzano giungeva a Gries attraversando il centro storico. Anche le tranvie per Gries e Sankt Jakob e la funicolare del Guntschna vennero inizialmente gestite dalla Sudbahn.

Inoltre quella soluzione sarebbe costata milioni di lire. Successivamente un certo ingegner Perwanger propose quattro varianti. Fu decisa anche la costruzione di un torre che con il corpo centrale sporgente inquadrasse la vista del Catinaccio. Le ali verso il Brennero e verso Verona furono costruite completamente nuove. Cristoforo, il protettore dei trasporti. Al primo piano erano insediati gli uffici della Sezione Lavori delle Ferrovie.

La pensilina in ferro venne costruita ex-novo e permetteva al viaggiatore di spostarsi lungo il marciapiede e di accedere al sottopassaggio che fu arricchito da rivestimenti in marmo. Negli impianti sotterranei del ristorante si svolge tutto il servizio di cucina, di lavaggio stoviglie, refrigeranti, dispense e cantine.

Qui Mazzoni ha messo in atto tutti i migliori insegnamenti della tecnica moderna. Molto curati furono i serramenti, le opere in legno in genere, i lampadari distribuiti nei diversi locali adibiti ai viaggiatori ditta Cesare Greco di Milano e le opere in ferro e bronzo ditta Silvestri di Trento. Un elemento molto importante della stazione fu la scelta dei materiali e il loro trattamento. Mazzoni adotta una gamma ristretta di materiali basata su un rivestimento in pietra artificiale di colore rosa, scalfito da una trama geometrica che riproduce la struttura tettonica del paramento in conci di pietra.

Altre componenti minori sono, ancora, gli inserti in pietra artificiale bianca del basamento e pochi complementi in porfido e in marmo chiaro negli interni. La nuova stazione venne inaugurata il 24 maggio , contemporaneamente al grande monumento alla Vittoria, enfatico emblema del Regime. Le casette, pittoresche e movimentate, hanno piacevole sapore e fresca ispirazione.

Il cippo di confine venne collocato ufficialmente il 2 ottobre I Romani costruirono una strada, e la sella spartiacque venne a trovarsi in posizione intermedia fra Vipitenum e Matreium. Nel il popolo bavarese attraverso il valico e nei secoli seguenti compirono questo stesso percorso sovrani, commercianti e viaggiatori.

Quando venne costruita la ferrovia, Brennero era un piccolo villaggio con la chiesetta consacrata a San Valentino, un albergo e poche case. In corrispondenza di quel paesino di valico venne fissata una stazione che era assai modesta.

Costituita da appena tre binari, era una stazione di culmine cui facevano capo le locomotive di spinta. Dal al le ferrovie elaborarono vari progetti, ma la soluzione era resa difficoltosa dalla mancanza di spazio. A partire dal la ferrovia Brennero-Innsbruck venne elettrificata col sistema a corrente alternata monofase.

Ad Innsbruck operava una delegazione italiana con squadra rialzo. Quel modesto ampliamento fu eseguito mantenendo le linee architettoniche della costruzione austriaca. Quel progetto venne approvato dal Ministero nel gennaio e realizzato per la prima parte. In quel fabbricato sarebbero stati collocati, al pian terreno, gli Uffici della Dogana e della Posta, nei piani superiori otto alloggi per il personale della Dogana.

Ulteriori fabbricati da costruire erano quelli del Dopolavoro Ferroviario e della mensa, oltre alla nuova scuola. Il progetto venne esaminato collegialmente da funzionari delle varie amministrazioni interessate. Intanto nel paese di Brennero erano stati costruiti tre fabbricati alloggi per i dipendenti della ferrovia; altri sarebbero sorti ad uso di caserme e alloggi per la Pubblica Sicurezza. Attualmente il busto si trova nella parte centrale del portico sul lato dei binari.

Si trattava di trasformare Brennero in una vera e propria stazione internazionale, dove sarebbe stata trasferita la Dogana austriaca allora operante al Brennersee. Vi avrebbero fatto capo anche i treni austriaci, allora limitati oltre il confine. La spesa sarebbe stata ripartita tra Italia e Austria. I lavori appaltati comprendevano un grande sbancamento della montagna adiacente per insediarvi nuovi binari passanti. Inoltre si doveva provvedere alla demolizione dei fabbricati e delle baracche di legno che esistevano nelle aree adiacenti.

Moderni, eleganti, accoglienti, sono rivestiti esternamente in marmo bianco di Lasa con contorni di granito rosa. Il nuovo edificio veniva collegato al vero e proprio fabbricato viaggiatori mediante un sottopassaggio. Nei rivestimenti si usarono materiali locali. Per tre volte il 18 marzo e il 4 ottobre e il 2 giugno , ma forse anche altre volte in segreto Hitler e Mussolini si incontrarono alla stazione di Brennero per trattative politiche.

Nel corso del conflitto moltissimi treni varcarono il confine per il trasferimento delle truppe. Due bombe caddero in corrispondenza del sottopassaggio dove molte persone che avevano cercato rifugio trovarono invece la morte.

Le case vennero ricostruite, vennero riparati i danni dei fabbricati ferroviari. Per attuare quegli interventi fu necessario un rilevante sbancamento della falda montana, costituita da roccia scistosa, per un fronte di circa metri, e altri sbancamenti di minore portata. Per sostenere le falde scavate si dovettero costruire muri di contenimento in conglomerato cementizio.

Angiolo Mazzoni Arch. Angiolo Mazzoni Bibliografia : - Angiolo Mazzoni — Architetto ingegnere del ministero delle telecomunicazioni, Milano : Skira, - La ferrovia Verona — Brennero.

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